L’ultimo trovatore in lingua veneta della terra di Arzignano

SCRITTORE – ARTISTA

Severino Chiarello Monforte

Poeta naif e ricercatore

Nato ad Arzignano (Vicenza) il 14-6-1923,
Severino Chiarello Monforte, nobile per virtù, cuore e gentilezza è un poeta “naif come fu la sua nascita.
Il poeta usa il dialetto, per i suoi componimenti, per rendere più reale e viva l’atmosfera dell’incantato alternarsi delle albe, dei tra monti, dei giorni, dei mesi, delle stagioni che fanno da sfondo ad un mondo contadino ricco di tradizioni, di laboriosità e di inconfondibili tesori di saggezza, retaggio d’un mondo ormai lontano che il poeta, innamorato, ricorda e ripropone alla conoscenza degli studiosi e, alle giovani attuali e future generazioni.
Severino Chiarello Monforte, esperto e riconosciuto studioso di filatelia e numismatica é ricercatore e profondo conoscitore di cose antiche.

L’ultimo trovatore in lingua veneta

Artista tutto tondo

Pubblicazioni

Il suo animo di poeta popolare si è rivelato in molteplici liriche, raccolte in pubblicazioni semplici, diffuse nelle Scuole e fra gli amici. Negli incontri con gli studenti della sua città Severino recitava le sue poesie, richiamava gli usi e i costumi dei tempi passati e parlava della Resistenza per educarli alla libertà e alla democrazia.

Radio Aldebaran

Radio Aldebaran è il suo progetto  Radio che si propone di soddisfare non solo i gusti musicali  ma anche la  voglia di conoscere: Storia, Tradizioni, Usi, Costumi, Proverbi, Favole e Superstizioni della nostra terra e della nostra gente. «ALDEBARAN> si dimostrerà una continua ricerca di tutto ciò che è CULTURA perché è la «RETE CULTURALE DI ARZIGNANO»

Ricercatore

Un’altra grande passione nella vita di Severino è l’Archeologia. Ricercando punte di freccia, trova presso l’Altura di Arzignano, nella zona dietro l’attuale cimitero, degli scheletri con dei corredi funerari riconosciuti poi, da archeologi del museo di Verona, come scheletri di soldati longobardi. Informa immediatamente la soprintendenza delle belle arti e fine porteranno alla luce le sepolture di 17 Guerrieri Longobardi complete di arredi, tutte ora conservate al museo di Verona.

CHI Sono

Scegliere la libertà

 Severino Chiarello Monforte, durante la seconda guerra mondiale, ha scelto di schierarsi dalla parte dei combattenti per la libertà e la giustizia nel periodo difficile dell’occupazione tedesca del nostro Paese, appoggiata dai repubblichini di Salò. Prima nella formazione Pasubio di Giuseppe Marozin ”Vero” e poi nella brigata Rosselli della divisione Vicenza ”Gabrio”. Si è impegnato nella Resistenza per sconfiggere il dominio nazifascista. Dopo la Liberazione, Severino è stato per anni segretario dell’ industriale illuminato Antonio Pellizzari, aperto alla cultura e alla musica. 

da dove tutto ha inizio

Severino, tra poesia e musica

Insieme alla sua famiglia, ancora bambino, dopo un mese di viaggio arriva finalmente a Roma dove, oltre ad assistere ai riti dell’Anno Santo, ha modo di visitare la Città Eterna.
E’ in quell’occasione che Severino scopre la sua vena artistica , inizia infatti a tenere un diario di viaggio in cui descrive le città viste e gli avvenimenti a cui ha partecipato e. al suo ritorno, lo presenta al maestro della scuola elementare.
II maestro, piacevolmente colpito, la vuole promuovere nonostante le assenze ma il padre non accetta ed insiste perché ripeta la terza elementare.

  A 13 anni scopre un’altra sua grande passione la musica ed inizia a frequentare la casa del maestro Nardi ad Arzignano dove impara i primi rudimenti del violino assieme ad altri ragazzi. Su suggerimento dell’insegnante a 16 anni va a perfezionarsi a Vicenza col maestro Graziadei ed è in quel periodo che inizia la sua frequentazione di Mons_ Federico Mistrorigo concittadino di Castello. Grazie a lui inizia a conosce Adolfo Giuriato, poeta dialettale, che per prima riconosce ed apprezza le doti poetiche del giovane.
Oltre al violino Severino suona anche la chitarra assieme al suo amico Petronio Veronese che perderà la vita durante la seconda guerra mondiale al seguito dei partigiani sulle montagne.

“L’ ultimo trovatore in lingua veneta della terra di Arzignano.”

Ricòrdate, Togno: no’ aver pressia se te si co’ Dio. Dio sta co’ ti e, dove sta Dio, sta tute le cose. El molìn de Dio màsena pian, ma sotile e, a chi crede, Dio provede.

Dio

La sagra de paese o de rion do’ i fasea la procession co’ canti e soni, stendardi a le finestre, file de mocoleti, pregar de zente e preti.

La Sagra

Co’l momento rivava l’aleluja tuti cantava e ‘torno l’altare l’era un gran benedire, un continuo fumegare d’incenso statue Santi preti mocoli, tuti quanti, drento in cesa gh’era.

Sabo Santo

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